domenica 24 aprile 2016

A te si giunge solo attraverso te

A te si giunge solo
attraverso di te. Ti aspetto.

Io certo so dove sono,
la mia città, la strada,
il nome con cui tutti mi chiamano.
Ma non so dove sono stato con te.
Lì mi hai portato tu.

Come
potevo imparare il cammino
se non guardavo altro
che te,
se il cammino erano i tuoi passi,
e il suo termine l'istante che tu ti fermasti?
Cosa ancora poteva esserci oltre a te
offerta, che mi guardavi?

Ma ora,
quale esilio,
che assenza essere dove si è!
Aspetto, passano treni,
il caso, gli sguardi.
Mi condurrebbero forse
dove mai sono stato.
Ma io non voglio i cieli nuovi.
Voglio stare dove sono già stato.
Con te, tornare.
Quale immensa novità
tornare ancora,
ripetere, mai uguale,
quello stupore infinito!

E finché tu non verrai
io rimarrò alle soglie
dei voli, dei sogni,
delle scie, immobile.
Perché so che là dove sono stato
né ali, né ruote, né vele
conducono.
Hanno tutte smarrito il cammino.
Perché so che là dove sono stato
si giunge solo
con te, attraverso di te.

(A te si giunge solo attraverso te - Pedro Salinas

L'assenza di te

Sono giorni infiniti questi miei o almeno così sembrano per l'anima. Le ore passano lente senza che il mio sentire muti, le mancanze fanno da protagoniste in queste piovose giornate di primavera dove il corpo cerca invano calore ma i raggi del sole sono lontani così come lontano è il tuo abbraccio, rivolto altrove, così come lontani sono i tuoi occhi che guardano in altre direzioni. L'assenza di te vive e fa parte di me ma io non voglio (e posso) sfuggire a questo dolore perché so che è necessario immergersi per poter andare avanti. In alcuni momenti però vorrei tanto non avere memoria per vivere un attimo di quiete......solo un attimo.
Ti cerco nei ricordi di giornate che non torneranno, ti scrivo i miei pensieri, ti dedico questa canzone.

Carte da decifrare - Ivan Fossati


L'amore è tutto carte da decifrare
e lunghe notti e giorni per imparare
io se avessi una penna ti scriverei
se avessi più fantasia ti disegnerei
su fogli di cristallo da frantumare

E guai se avessi un coltello per tagliare
ma se avessi più giudizio non lo negherei
che se avessi casa ti riceverei
che se facesse pioggia ti riparerei
che se facesse ombra ti ci nasconderei

Se fossi un vero viaggiatore t'avrei già incontrata
e ad ogni nuovo incrocio mille volte salutata
se fossi un guardiano ti guarderei
se fossi un cacciatore non ti caccerei
se fossi un sacerdote come un'orazione
con la lingua tra i denti ti pronuncerei
se fossi un sacerdote come un salmo segreto
con le mani sulla bocca ti canterei

Se avessi braccia migliori ti costringerei
se avessi labbra migliori ti abbatterei
se avessi buona la bocca ti parlerei
se avessi buone le parole ti fermerei
ad un angolo di strada io ti fermerei
ad una croce qualunque ti inchioderei

E invece come un ladro come un assassino
vengo di giorno ad accostare il tuo cammino
per rubarti il passo, il passo e la figura
e amarli di notte quando il sonno dura
e amarti per ore, ore, ore
e ucciderti all'alba di altro amore
e amarti per ore, ore, ore
e ucciderti all'alba di altro amore

Perché l'amore è carte da decifrare
e lunghe notti e giorni da calcolare
se l'amore è tutto segni da indovinare

Perdona
se non ho avuto il tempo di imparare
se io non ho avuto il tempo
di imparare.


Sì lo so, tu mi diresti che in certi momenti Fossati non andrebbe ascoltato ma sai bene che proprio in questi momenti è quasi impossibile non farlo....."Perdona se non ho avuto il tempo di imparare, se io non ho avuto il tempo di imparare". 

Cri

sabato 23 aprile 2016

Fragile - Mina

Spesso la musica fa da compagna alle mie giornate e, secondo il mood, vado a cercare quella che più esprime in quel momento il mio sentire. Qualche giorno fa invece tutto è accaduto per caso.....non sono stata io a cercare ma è stata una canzone a trovare me. Dalla splendida voce di una delle cantanti che più riesce ad emozionarmi: la grande Mina.


Sì lo so, non è certo una canzone allegra ma spesso sono proprio i testi più malinconici e profondi a donarci (o almeno a donarmi) le sensazioni più forti. E la mia vena malinconica, che nel profondo mi accompagna sempre, credo abbia contribuito non poco a fare di me la donna che sono oggi. Lieta di emozionarmi ancora davanti ai colori del tramonto, ad un profumo che risveglia corpo e anima, alle musica che risuona nella stanza, alle parole di una poesia, all'abbraccio di mia nipote, al sorriso di un'amica, allo sguardo di gratitudine di una persona che ho aiutato nella sua lotta contro il buio. Lieta che la mia maturità mi abbia insegnato a lasciarmi andare senza troppi filtri, a ballare e cantare come se nessuno mi guardasse, ad essere leggera ma non superficiale, a sorridere di me stessa grazie anche alla grande capacità ironica di preziose amiche.......quella stessa maturità che mi ha insegnato ad apprezzare sempre il cammino della vita anche nei suoi tratti più irti e faticosi. 
Lieta di essere cosi come sono, forte e fragile.....semplicemente!


"Se un giorno potessi non sbagliare magari potrei anche dormire accanto ai tuoi occhi che sono la cosa più giusta e più vera che Dio mi dà"

Cri

venerdì 18 marzo 2016

Camminando tra le strade di Firenze...



Firenze oggi è più bella che mai. Complice una splendida giornata di sole. Cammino tra le sue strade, frastornata dai tanti turisti (molti sono giovani ragazzi/e con tutta la vita davanti ed io sorrido a loro la cui vitalità mi riempie il cuore) e dai miei mille pensieri. E questo mood malinconico che non vuole proprio abbandonarmi ma che, se pur non facile da avere dentro di me, mi fa sentire viva e capace di emozionarmi. 
Settimana difficile questa mia per vari motivi, esterni ed interni. So che passerà e che la malinconia lascerà il posto al sorriso e alla spensieratezza. Sì, ho bisogno di spensieratezza, la mia mente e il mio cuore reclamano giorni leggeri.
Un pensiero a te, accompagnato ad un abbraccio stretto.  Non andrò al cinema, come avevo pensato, voglio godere fino in fondo del calore del sole. 
Prima di tornare verso la stazione e verso il treno che mi porterà a casa dalla mia piccola Kimba mi fermo un po' in libreria così solo per un breve giro, non ho idee chiare per eventuali acquisti ma camminare tra i libri, immersi nel silenzio, mi fa sempre star bene.

Cri

venerdì 26 febbraio 2016

In un pomeriggio piovoso di febbraio all’improvviso…



Un pomeriggio piovoso di febbraio, un lunedì con tutta la settimana ancora da affrontare trascino il mio corpo e i miei pensieri a lavoro, pensieri oscillanti tra presente e futuro così incerti. Entro nella sala d’aspetto, saluto le segretarie, mi dirigo verso la mia stanza e vi entro senza guardarmi intorno ma so che due persone mi stanno aspettando, di sfuggita vedo solo le loro sagome sedute vicino alla porta.
Sono solo a metà della giornata e sono già così stanca che ho bisogno di almeno cinque minuti prima di ricominciare, cinque minuti per me…. io e i miei pensieri nel silenzio dello studio. Ok, dai, Cri, è ora…..mi alzo, apro la porta e per la prima volta soffermo il mio sguardo sulle quelle due persone che avrebbero dovuto essere due estranei ed invece, all’improvviso, mi trovo davanti la mia infanzia/adolescenza. Per un istante il cuore si ferma, non riesco a respirare e quasi immediatamente parliamo di te…….ci abbandoniamo ai ricordi di un tempo lontano che non tornerà più, un tempo dove eravamo felici (o forse così ci vedevo con gli occhi di bambina). E il ricordo di chi "non c'è più", di chi non è più nemmeno l'ombra della donna che era ci rammenta quanto siamo fragili e impotenti davanti ad un destino spietato che decide per noi senza possibilità di appello. Cosa ci resta allora? Cosa possiamo fare adesso?....Nient'altro che guardarci negli occhi, che nel frattempo si sono fatti lucidi, e abbracciarci stretti con l'affetto che il tempo non ha scalfito e mai lo farà.
E’ quasi sera, guido verso casa e ti penso. Nella testa tanti perché…… perché con la mia nascita e la mia presenza non sono stata capace di donarti la gioia di vivere e di lottare, perché il destino, dopo tutta la sofferenza, ha voluto questo per te, perché non riesci a comprendere che ho ancora bisogno di te, di quell’abbraccio mai dato, di quel sorriso tanto atteso…..perché mi sento così tanto in colpa, perché…….
Non ho mai pensato di abbandonarti e mai non lo farò ma ho dovuto fare delle scelte difficili e dolorose, è stato necessario prendere la dovuta distanza per non farmi trascinare in un baratro da cui sono certa non avrei fatto ritorno. Spero tu possa un giorno perdonarmi. La donna che un tempo mi ha insegnato ad ascoltare la musica con il cuore, a non giudicare né discriminare gli altri, ad amare e a accogliere chi mi stava chiedendo aiuto e conforto, quella donna sarebbe riuscita a perdonarmi……chissà se nel profondo del suo cuore riuscirà a farlo anche adesso.

Cri